La fondazione di Sibari nel 720 a.C. nella pianura tra i fiumi Crati e Coscile, in un luogo favorevole all’agricoltura e al commercio, rivoluzionò la presenza enotria.
Gli abitanti furono progressivamente sostituiti dai coloni greci, che mantennero rapporti stretti con gli Enotri e inglobarono i loro siti nella nuova pòlis. La colonizzazione diffuse “villaggi” periferici e molte aree vennero sacralizzate in santuari di frontiera, quali Atena sul Timpone della Motta e il santuario di Cozzo Michelicchio.
Terrecotte architettoniche da Cozzo Michelicchio
Recenti studi d’archivio hanno ricondotto a Cozzo Michelicchio frammenti architettonici di due edifici cultuali. Fregi dipinti a treccia, analoghi a tipologie siracusane, rimandano a lastre di rivestimento del tetto datate 550–530 a.C., in stretta relazione con esemplari del thesauròs dei Gelòi nel santuario di Olimpia.
Contrada Caccia di Favella: la necropoli di Thurii
I diari di scavo di Luigi Viola (1887–88) hanno riscoperto otto tombe in contrada Caccia di Favella, assegnando con certezza a Thurii reperti un tempo attribuiti a San Mauro di Corigliano.
Alcune casse in arenaria o coperture in tufo rivelarono lamina aurea con formule magiche orfiche, oggi al Museo Nazionale di Napoli. La necropoli, in uso dal IV al III secolo a.C., include anche rare ceramiche a figure rosse coloniali greche.
Reperti dalla necropoli di Thurii (Contrada Caccia di Favella)