Il significato del percorso espositivo

Il Museo dei Brettii e degli Enotri, pur adottando un criterio espositivo tradizionale basato su un ordine cronologico e topografico, ha rafforzato l’impianto razionale della visita con l’utilizzo di colori e simboli allusivi che accompagnano il visitatore attraverso le fasi storiche, seguendo una scala cromatica naturale che va dall’arancio al rosso. È stato così ideato un logo cromatico composto da tasselli colorati disposti a spirale, a suggerire un’idea di complessità ordinata e decodificabile. Ogni colore rappresenta una sala del museo:
  • Arancio: Preistoria e età del bronzo. Simbolo: un’ascia preistorica.
  • Giallo: Età del ferro. Simbolo: una fibula enotria a quattro spirali.
  • Verde: Necropoli di Torre del Mordillo. Simbolo: una decorazione “a tenda”.
  • Azzurro: Età arcaica e classica. Simbolo: fregio del santuario di Cozzo Michelicchio.
  • Viola: Civiltà dei Brettii. Simbolo: moneta con iscrizione greca del popolo.
  • Rosso: Età romana. Simbolo: un’aquila decorativa su una lucerna.
Il fondo nero con la M centrale indica il Museo e funge da fulcro visivo dell’identità grafica. Lungo il percorso espositivo, pannelli, banner e vetrine richiamano il colore della sezione storica, guidando visivamente il visitatore.

Le piante del percorso espositivo

Piano primo
Piano secondo

Piano primo

Sale 1–4

Dai primi abitatori dell’età della pietra (100.000 anni fa) al popolo degli Enotri, che dalla media età del bronzo e durante l’età del ferro (1.700-720 a.C.) intrattenne scambi con i Micenei prima e i Greci poi, fino alla colonizzazione greca e alla nascita della Magna Grecia. La necropoli di Torre del Mordillo (scavi 1888) rappresenta il cuore di questa sezione espositiva.

Sala 5

La colonia di Sibari, fondata nel 720 e distrutta nel 510 a.C. dalla colonia di Crotone, è rappresentata dal santuario extraurbano di Cozzo Michelicchio e da alcuni reperti dal santuario del Timpone della Motta di Francavilla Marittima.

Sale 6–9

Le vicende della città di Thurii – fondata nel 444 a.C. da Atene e altri Greci sulle rovine di Sibari – e le vicende dei popoli italici: in opposizione ai Lucani e ai Greci si definisce il popolo dei Brettii (356 a.C.), con Cosenza come centro principale. A Cosenza brettia si riferiscono importanti rinvenimenti qui esposti.

Piano secondo

Sala 10

I Romani soggiogarono i Brettii dopo la seconda guerra punica (202 a.C.). Cosenza mantenne un’importanza centrale nella regione, come illustrato dagli scavi urbani. Due epigrafi in latino, una in greco e la collezione numismatica (con reperti dall’età magnogreca a quella medievale) completano l’esposizione.

Sala 11

Cimeli e documenti risalenti al XIX secolo raccontano gli episodi salienti del Risorgimento meridionale. Questa sezione, creata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, vuole essere un omaggio ai patrioti cosentini che parteciparono al moto del 15 marzo 1844 e ai fratelli Bandiera, fucilati nel vicino Vallone di Rovito.

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Pagina aggiornata il 17/03/2026

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