Come ogni centro enotrio, Torre del Mordillo sorse su un’altura strategica presso la confluenza di Esaro e Coscile. Il pianoro di quattordici ettari ospitava oltre mille persone, in case seminterrate con struttura in legno, argilla e tetto in canne. Commerciavano con Micenei, Ciprioti, Fenici e Greci.
Nel Bronzo recente (1350-1150 a.C.) fu eretto un terrapieno difensivo; incendi e conflitti segnarono la fine dell’età del bronzo e la prima età del ferro. In età ellenistica (324-202 a.C.) sorse una città a scacchiera, fortificata fino alla distruzione ad opera di Annibale. La torre medievale dà ancora il nome al sito.
Le necropoli
Il nucleo principale deriva da 230 sepolture scavate dal 1888, in uso dal Bronzo recente alla fine della fase 2 dell’età del ferro (1350-720 a.C.). Altre tombe circondano l’altura, ma molte provenienze restano sconosciute a causa dei frequenti spostamenti della collezione.
Gli Enotri e i loro morti (960 – 720 a.C.)
Gli Enotri seppellivano i defunti in fosse con vasi e oggetti d’uso—armi, fibule, rasoi per i maschi; ornamenti, fusaioli e pesi da telaio per le femmine—a testimonianza di status e fede nel trapasso. Metalli, ambra e pasta vitrea arricchivano il corredo funebre.
Fibula enotria da necropoli di Torre del Mordillo
Le tombe e i rituali
In età del ferro si preferì l’inumazione alla cremazione: fosse pavimentate in ciottoli, gruppi di sepolture familiari, tombe con uno o due defunti. A volte un “vase a bombarda” serviva come segnacolo o deposizione infantile.
Non mancano tombe bisome: coppie sepolte insieme suggeriscono rituali ancora oggi dibattuti.
Ceramica “a bombarda” da necropoli
La ceramica enotria
La ceramica d’impasto, bruna o nera, è lisciata e non dipinta. Forme per bevande (brocche, tazze, askòi) e pesi da telaio o fusaiole erano deposti in tombe; talvolta vasi di impasto fungevano da sepolture infanti.
In circa il 10% delle tombe è presente la figulina giallo-rosata, dipinta in bruno-nero (“ceramica geometrica enotrio-iapigia”), stilisticamente erede delle produzioni italo-micenee.
Dalla necropoli proviene anche uno skyphos di produzione cicladica, testimonianza dei contatti greci nei decenni precedenti Sibari.
Skyphos cicladico da necropoli di Torre del Mordillo